
La memoria dei Martiri della Resistenza
La nuova Liberazione riparte dalla Memoria dei Martiri della Resistenza

Il ricordo della strage delle Fosse Ardeatine e di tutte le atrocità del nazifascismo rinnova oggi il nostro impegno antifascista.
Il 24 marzo 1944, alle Fosse Ardeatine, 335 persone furono barbaramente assassinate.
Furono scelte, una ad una, per essere eliminate in nome della rappresaglia e della violenza cieca.
Non erano colpevoli, se non di essere antifascisti, di opporsi all’oppressione, di credere che l’Italia potesse essere libera, giusta, democratica.
Quel giorno non è soltanto una data da ricordare: è una ferita aperta nella nostra storia, un monito che attraversa il tempo.
In quelle cave, insieme a 335 vite, si tentò di seppellire un’idea di futuro. Ma quell’idea non morì.

Continuò a vivere nella Resistenza, nelle scelte coraggiose di donne e uomini che, in tutta Italia, decisero di non piegarsi.
Ma la memoria, quando è viva, non resta silenziosa. Nel ricordo di quanti hanno lottato per cacciare il fascismo,
il Paese ha alzato la voce e ha detto NO. Ricordare le Fosse Ardeatine, allora, non significa soltanto rendere omaggio alle vittime.
Significa assumersi un impegno. Significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare.
Dalla parte della libertà contro ogni forma di oppressione. Dalla parte della Costituzione contro ogni tentativo di indebolirla.
Dalla parte della democrazia contro ogni ritorno, anche mascherato, dell’autoritarismo.
Perché la storia non è qualcosa di lontano. Ci riguarda, ci interpella, ci chiama. E sta a noi, oggi, essere all’altezza di quel sacrificio.
